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Sport coaching e carico mentale

La prestazione sportiva, come ogni tipo di prestazione a dire il vero, migliora con l’allenamento, con l’allenamento che preveda dei momenti di carico adeguati. Fisiologicamente parlando va seguita una catena ben precisa CARICO – ALTERAZIONE DELL’OMEOSTASI – ADATTAMENTO AL CARICO – STATO E LIVELLO FUNZIONALE SUPERIORE.

sport coaching

L’atleta va stimolato a mettere in campo il 120% delle sue potenzialità a livelli sempre più alti passando attraverso una fase di adattamento. Questo fa si che l’allenamento sia efficace e porti, a livello fisico, ad un miglioramento della performance.

Attraverso performance migliori è quasi certo che si possano raggiungere risultati migliori. Perché quasi certo e non certo? Perché alcuni aspetti sono altrettanto importanti e vanno presi in seria considerazione, due su tutti:

  1. i fattori esterni quali la presenza di atleti più forti e/o più allenati (elemento che non possiamo in alcun modo tenere sotto controllo);
  2. la forza mentale dell’atleta.

A parità di abilità fisiche e tecniche/tattiche in qualsiasi sport, vince l’atleta con una forza mentale maggiore. 

La novità che lo sport coaching mette in campo è che anche la forza mentale vada allenata seguendo gli stessi principi del carico dell’allenamento fisico. A livello mentale si evidenziano 6 diversi principi di carico. Vediamoli:

  1. principio dello stimolo efficace di allenamento: si mette in campo per lavorare sulla perseveranza dell’atleta lavorando innanzitutto sulle competenze di base, l’obiettivo è arrivare ad uno stato di tranquillità mentale rispetto alle competenze considerate indispensabili a livello fisico;
  2. principio del carico crescente: è lo step successivo in cui si chiede un incremento del 20% sino ad arrivare ad un 70/80% nel giro del breve periodo. Questo principio allena lo stato di flow dell’atleta (di cui parlerò in dettaglio in un prossimo articolo);
  3. principio del carico individualizzato: è la situazione in cui l’atleta stabilisce ogni singolo obiettivo e sceglie le potenzialità da mettere in campo liberamente per poi confrontarsi in un secondo momento con il mental coach;
  4. principio del carico variabile: è campo di applicazione perfetto per alcune tecniche specifiche di allenamento mentale quali la visualizzazione o il self-talk;
  5. principio dell’alternanza del carico in cui il carico può focalizzarsi su obiettivi legati al senso di auto-efficacia o a determinate capacità relazionali per atleti di sport di squadra con difficoltà a relazionarsi coi compagni o con la folla;
  6. principio della relazione ottimale tra carico e recupero: alternare fasi di carico a  fasi di recupero allena la resistenza mentale allo stress psico-fisico ed è un esercizio molto valido per persone che tendono ad andare in overtraining (sovra allenamento), per quegli atleti incapaci di rispettare il riposo e favorire l’adattamento al carico. In questo modo alleniamo la loro capacità allo stress mentale da “riposo forzato”.

Definito l’obiettivo lo sport coach lavora a stretto contatto con l’allenatore per favorire il potenziamento di elementi quali motivazione, senso di auto-efficacia, concentrazione e resilienza. Il coaching lavora, quindi, sull’IO VISCERALE dell’atleta, sul suo io più autentico, sulle sue paure e sulle sue doti più nascoste portando la persona al suo massimo livello di performance.

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