Trail News

Lo squilibrio muscolare nella corsa

nicola vermiBuongiorno a tutti.
Oggi vorrei soffermarmi, come sempre in maniera discorsiva, su un parolone che interessa molti sportivi e non: lo squilibrio muscolare.
Facciamo due chiacchere: a chi non è mai capitato durante o alla fine di una attività sportiva (corsa, ciclismo, sci) , di sport diciamo “simmetrici” quindi non come il tennis, di trovare uno stato di affaticamento o di indolenzimento sbilanciato su una zona muscolare o su un arto intero, invece che una omogenea distribuzione fisiologica dell’affaticamento? Solo atleti in perfettissime condizioni fisiche e stato di allenamento avanzato ed equilibrato forse non hanno mai provato tale sensazione.
squilibrio muscolareEsempio pratico assolutamente generico. Certe volte soprattutto nelle attività “campestri”, non in corsa in piano, si sente a fine attività un fastidio nella zona posteriore della coscia proprio sotto la linea del gluteo, all’origine dei muscoli flessori della coscia (ellisse nera): gli ischio crurali
Uno pensa subito di avere un problema alla suddetta gamba e ci lavora , streccia, massaggia. Ma allenamento dopo allenamento il fastidio ritorna. Avete mai pensato che forse il problema non è nella gamba che vi dà fastidio ma in quella che “non ha niente”? Di solito la cosa è molto evidente dopo un trauma; passa del tempo, il trauma sparisce non avete dolori ma intanto avete protetto la gamba traumatizzata e il tono muscolare è calato così la forza e l’elasticità.
Il corpo involontariamente cosa fa? Continua a proteggerla e continua a  farlo sopperendo alla mancanza di forza caricando l’altra gamba, che spingerà di più, sulla quale in percentuale minima caricherete per un tempo maggiore, o negli sforzi più difficili sempre con quella per prima, o nei momenti di difficoltà la farà intervenire più spesso. Ecco allora che dovete sentire un campanellino di allarme (non quello di S.Lucia, visto il periodo) e provate a considerare che forse il problema NON E’ dove si presenta il fastidio, quello è solo la risultante di SQUILIBRIO MUSCOLARE tra un arto e l’altro. Ovviamente possiamo intendere uno squilibrio muscolare anche quando certi gruppi di muscoli integrano una stessa funzione su una articolazione e alcuni di questi sono deficitari, oppure quando gruppi muscolari di una stessa articolazione sono esageratamente più forti o accorciati di gruppi muscolari della stessa articolazione, che però esercitano la funzione antagonista.
Tornando all’esempio dell’arto in questione, potenziate l’altro arto inferiore, quadricipite, glutei ischio crurali, fate propriocettiva, esercizi isometrici e isotonici (pesi) , dinamici, statici e di equilibrio, allenate la forza resistente e la forza esplosiva, dedicate all’altro arto il 70% della preparazione per un certo periodo del vostro allenamento e non curatevi dell’altro arto dove avete fastidio(eccezion fatta per lo stretching si intende). Nell’arco di un paio di settimane ma con un trend positivo da subito, potreste notare una riduzione dei famosi fastidi e affaticamenti eccessivi dell’altro arto SENZA che abbiate fatto alcuna procedura o terapia per diminuirli.
Lo squilibrio muscolare interessa spesso i muscoli per la statica e per la dinamica. Esistono muscoli piccoli di scarsa caratteristica di allungamento atti ovviamente al semplice mantenimento della postura e della stabilizzazione articolare nel tempo, ne esistono altri molto grossi destinati a gesti atletici importanti di grande forza ed esplosività: spesso tendiamo ad allenare questi ultimi.
Probabilmente avete un braccio in grado di sollevare un armadio e rimetterlo giù subito , ma quanti di voi riescono a mantenere la spalla abdotta di 90 gradi  e braccio steso per 3 o 4 minuti consecutivi o più?
squilibrio_muscolareA seconda del peso del vostro braccio direi che poi sentirete il deltoide esplodere dopo  tre minuti circa, questo perché lo avete allenato per la forza e ipertrofia, ma non per la resistenza, eppure signori parliamo SOLO del peso del vostro braccio.
Questo accade anche per altri gruppi muscolari, quindi ovviamente non parliamo solo di forza e tono per gli squilibri ma anche resistenza. Quindi quando vi allenate abbiate cura di ascoltare il vostro corpo, considerate quanto detto e inserite anche esercizi per tutti i gruppi muscolari dinamici e statici dell’arto controlaterale, e vedrete che in assenza di patologie specifiche quel “fastidio” dietro la coscia (o in altri distretti) sparirà.
Saluti, Fisiorun.

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*