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L’incubo dei runners: Le lesioni al menisco

nicola vermiParlo personalmente ovviamente: nella mia lunga vita di infortuni da sportivo, tutte le volte che mi facevo male, pur essendo nel settore, e sapendo riconoscere i sintomi, mi preoccupavo subito dei dolori alle ginocchia pensando subito ad una lesione dei menischi.
Per esperienza e conoscenza so che ce ne sono molte e di diverso tipo e varia sintomatologia. Alcune lesioni esterne dei menischi possono cicatrizzare e ridursi con le giuste terapie, ma quelle conclamate, severe, e verso il centro del menisco non possono rimarginarsi per mancanza di vascolarizzazione.
lesioni del meniscoAlla premessa segue il consueto richiamo anatomico e funzionale.
Sappiamo tutti ormai che i menischi servono per ammortizzare, distribuire e scaricare la pressione dei condili femorali sul piatto tibiale, salvaguardando le cartilagini.
Dalle immagini possiamo capire la posizione e conformazione anatomica dei menischi e la loro componente funzionale.
Le cause delle lesioni meniscali sono svariate e sono di natura prettamente sportiva nei giovani o negli sportivi professionisti, ma sono dovute anche alla vita comune in caso di persone anziane o con predisposizioni particolari. Addirittura lesioni e rotture possono verificarsi semplicemente mentre dalla postura “accovacciata” tentiamo di rimetterci in posizione eretta, oppure nel caso per esempio di posizioni di iper flessione appunto o iper estensione come nel caso di  un calcio dato a vuoto. Statisticamente è più frequente una lesione meniscale in iper estensione o flessione ma associata a rotazione del ginocchio.
lesioni al menisco

Come riconoscere una lesione al menisco:

Abbiamo ricorrente uno scricchiolio dell’articolazione associato a dolore con conseguente incapacità di estendere o flettere completamente l’articolazione; inoltre l’infiammazione della membrana comporta maggiore produzione di liquido che si raccoglie nella cavità articolare (idrarto) , dando luogo a rigonfiamento proprio ai lati del tendine rotuleo e anche in generale.
La topografia dolorosa già indica se la lesione è del menisco esterno o interno quindi se vi fa male internamente o esternamente. Se poi vi ricordate anche il tipo di movimento fatto durante l’evento traumatico potete avere qualche indicazione in più. Se il dolore compare in extrarotazione della tibia sul femore con ginocchio flesso di 90° la lesione potrebbe più facilmente essere mediale (interno), viceversa laterale.
Spesso alla lesione dei menischi si associa lesione legamentosa; personalmente dopo aver visitato i miei pazienti consiglio, qualora se ne ravveda l’estrema necessità, di consultare lo specialista affinchè possa prescrivere un’indagine strumentale come TC o RMN .

Mi permetto di consigliare di non cadere subito in paranoia: se avete letto i miei precedenti articoli riguardanti le ginocchia, sapete che molteplici possono essere le cause di dolore proprio adiacente la rima articolare.
Tutte patologie più facilmente risolvibili non è detto che siano proprio i menischi.
Certo è che se la lesione meniscale è certificata, a seconda dell’estensione e del dolore funzionale riportato dal paziente, si consiglia di solito l’approccio chirurgico artroscopico al fine di salvaguardare la cartilagine e togliere il dolore al paziente , riconsegnandolo quanto prima alla sua attività quotidiana e sportiva.

Ricordate che un menisco lesionato e mantenuto tale nel tempo, rovina più velocemente la cartilagine generando artrosi, quindi il mio consiglio è non mettete la testa sotto la sabbia, accertate sempre di che natura è il problema consultando i giusti professionisti SENZA ASPETTARE. Il dolore di solito è mutevole e tende a svanire o acuirsi in caso di patologie differenti. Nel caso del menisco invece è ricorrente: a movimento uguale corrisponde dolore uguale, che persevera nel tempo. Quindi se non vi passa nel giro di 10 giorni (per la media dei problemi che potete avere sportivamente) approfondite e contattate chi di dovere!!!

Il caso di M.

M è una signora sui 50 un poco in sovrappeso che da un mese lamenta dolore al ginocchio dopo aver fatto dei lavori in posizione scomoda su una scala. Aveva al ginocchio problematiche infiammatorie dal punto di vista tendineo / capsulare e  problematiche muscolari di contratture varie dovute allo sforzo. Il medico le prescrive una visita ortopedica dalla quale se ne esce con un pacchetto di terapie da effettuare e una prescrizione di risonanza da eseguire dopo un mese solo nel caso che il dolore non passasse.
Effettuate tutte le terapie la paziente riferiva miglioramento dei sintomi ma rimanevano presenti dei segni dolorosi che da fisioterapista non mi convincevano. Sospettavo appunto una lesione del menisco interno (corno anteriore per la precisione) poi certificata dalla risonanza cui la paziente si è sottoposta.  Unica cosa da fare a quel punto è stato l’approccio chirurgico per la rimozione della parte del menisco lacerata e pulizia del ginocchio.

Qui di seguito puramente a titolo di curiosità per il lettore riporto immagini delle più comuni lesioni meniscali.
lesioni menisco
Nella seria speranza che i sintomi non siano riconducibili a lesioni meniscali il vostro Dr. Fisiorun vi ringrazia e vi dà appuntamento al prossimo articolo.

22 Commenti su L’incubo dei runners: Le lesioni al menisco

  1. Giorgio. Centofante // 18 marzo 2016 a 12:10 // Rispondi

    Salve.vorrei chiedere .quali sono i tempi consigliati per riprendere a correre. dopo un intervento al menisco mediale interno!

  2. nicola vermi // 18 marzo 2016 a 14:00 // Rispondi

    Per rispondere adeguatamente dovrei conoscere innanzi tutto il tipo di intervento specifico cui è stato sottoposto, nonchè la sua condizione fisica attuale. Sicuramente l’ortopedico che ha svolto l’intervento ha ovviamente la totale situazione sotto controllo ed è a lui che dovrebbe essere rivolta questa domanda, potendo valutare nella sua completezza lo specifico caso. Ciò detto la risposta accademica è di 20 giorni dopo l’intervento, considerando una buona fisioterapia. Io personalmente ho impiegato 20 anni fa 3 mesi dopo il mio intervento di menisco (perchè avevo delle co-patologie in atto), ma di recente ho letto che un giocatore di calcio di alto livello è tornato in campo IL GIORNO DOPO L’INTERVENTO, per le condizioni particolarmente favorevoli della situazione generale. Certamente posso dire che non vi deve essere più nessun dolore nella flesso estensione del ginocchio ai massimi gradi,gonfiori o infiammazione e nessuno dolore nel carico (squat, salti o balzi pliometrici). Allora si può gradatamente procedere ad un pre allenamento per tornare il prima possibile alla forma migliore. Ovviamente approntando subito la fisioterapia si riducono drasticamente i tempi di recupero.

    Grazie per il commento , Dr Fisiorun , Nicola Vermi

  3. MARCO BERNARDI // 20 marzo 2016 a 9:53 // Rispondi

    Salve,dalla risonanza mi è stato riscontrato rottura al corno posteriore del menisco mediale e al corno anteriore del menisco laterale.il ginocchio ha anche problematiche connesse alla cartilagine a causa di un incidente subito 25 anni anni fa con conseguente frattura femore e rotula. in merito ai menischi l’ortopedico accertando che non provo dolore, ha ritenuto di non operarmi. premetto che corro da un anno e sono fermo da un mese. il consiglio dell’ortopedico è stato quello di utilizzare una ginoccheria e rafforzare il tono muscolare (troppo debole), evitare nella corsa l’asfalto e la discesa, preferendola all’argine. Detto questo, la mia paura è tornare a correre sapendo di avere due menischi rotti. qualche consiglio ? grazie

  4. NICOLA VERMI // 20 marzo 2016 a 14:01 // Rispondi

    Caso interessante, quanti anni ha? In effetti l’assenza di dolore che provochi limitazioni nella vita quodiana e sportiva può essere un ottimo elemento per escludere un intervento chirurgico, in quanto , ogni intervento, essendo invasivo comporta rischi pur nei casi più di routine. L’assenza di dolore è strana devo dire per una doppia lesione così, ma può verificarsi. Esiste a mio personalissimo parere anche una flessione della qualità di vita quotidiana e sportiva anche per un malessere “psicologico”: trattenersi, moderarsi e vivere sempre con la paura che possa succedere qualcosa. Tenga presente che questo può accadere in ogni istante della vita (anche se il ragionamento può sempbrare fatalistico). Se lei davvero non prova dolore nella sua massima performance non ci sono motivi secondo me per non dare il massimo. Comparirà dolore? Sarà limitato nelle sue attività e questo le porterà una sofferenza fisica e psicologica? Troveremo altre soluzioni a tempo debito, senza fasciarsi la testa anzitempo. Pienamente d’accordo sul rinforzo muscolare che è alla base di un mantenimento che potrebbe consentirle per ANNI una sana e nromale attività sportiva, come per esempio cicli di inflitrazioni di acido ialuronico (personalamente provate con ottimi miglioramenti). Ultima considerazione prettamente a suo uso e consumo personale: esistono interventi e procedure chirurgiche importanti che possono tentare di ripristinare i menischi: parlo di inserimenti di menischi con trapianto da cadavere oppure ,come è stato inserito a me nel 2003, menisco di collagene bovino che mi ha permesso e mi permette tutt’ora a distanza di ben 13 anni attività sportiva di un certo tipo , considerato il mio stato avanzato di artrosi. Concludendo: faccia attività e rinforzo, se non compare dolore continui a divertirsi. La tecnologia e la ricerca fanno passi da gigante ogni anno e le tecniche ortopedico / traumatologiche evolvono ormai di continuo trovando soluzioni ottimali sempre più risolutive. Ho speso due parole in più perchè conosco intimamente e dò estrema importanza alla salute fisica e psicologica della persona, parlando sia come fisioterapista sia come uomo. Se volesse avere qualche informazione in più mi contatti pure telefonicamente. Grazie per il suo commento. Nicola Vermi

  5. Da Biomeccanico, alpinista, parapendista, sciatore, corridore etc… Sono inevitabilmente finito sotto i ferri per un menisco esterno (gamba destra) con flap (rottura con blocco dell’articolazione) e dopo un lungo recupero causa una distorsione al ginocchio sinistro con rottura posteriore del menisco e formazione di un piccolo detrito non accessibile chirurgicamente… Ho scoperto che anche i grandi dottori sanno ancora ben poco su come funziona il nostro corpo in quanto, per TUTTI (me compreso prima della vicenda) I PROBLEMI ALLE ARTICOLAZIONI SONO DOVUTI ESCLUSIVAMENTE ALL’ECCESSIVO LAVORO / TRAUMI. Ma così NON è: altrimenti TUTTI i runner dovrebbero viaggiare con le protesi dopo i primi 10.000Km… L’ALIMENTAZIONE ed il METABOLISMO PERRONALE giocano un ruolo FONDAMENTALE nella CURA / DEGRADO delle articolazioni ! Se vi interessa la mia esperienza in materia, sono a disposizione…

  6. Salve ho 33 anni e da 2 mesi soffro di un crepitio nel salire le scale sistematico ad ogni gradino al ginocchio sinistro nella parte anteriore sotto la rotula. Un ortopedico ha effettuato una visita clinica e ha diagnosticato un condrite di primo grado. Un secondo ortopedico ha richiesto una rmn che ha riscontrato una meniscosi di alto grado con iniziale sfaldamento obliquo del menisco a carico del corno posteriore del menisco mediale. Nn avverto dolore, solo crepitio ed ogni tanto fastidio come da affaticamento. Settimana prossima sosterrò visita clinica col secondo ortopedico. Per lei il crepitio e la meniscosi possono essere collegate. Non ricordo un evento traumatico a seguito del quale sia apparso il sintomo. Grazie

  7. NICOLA VERMI // 12 dicembre 2016 a 12:35 // Rispondi

    Io esprimo un parere professionale ma che non vuole in alcun modo scavalcare il parere medico. Secondo me possono assolutamente essere collegati. Inoltre rimane da valutare l’entità dello sfaldamento: un menisco lesionato crea artrosi a lungo andare, anche se l’attuale “fastidio” non influisce significativamente sulla prestazione sportiva o sulla qualità di vita quotidiana. L’ortopedico saprà sicuramente consigliare la strada migliore e valutare nello specifico la situazione dati alla mano.

  8. Salve, grazie della risposta. Le fornisco un update: L’ortopedico ha visionato la rnm e ha detto che la lesione è veramente lieve, tanto che mi ha fatto fare alcuni movimenti per me senza alcun fastidio che secondo lui non avrei potuto fare con un menisco da operare (iaccosciata a terra e salti sul ginocchio). Mi ha diagnosticato anche lui una condrite per la quale mi ha dato una terapia di 5 settimane a base di acido ianuronico da prendere per via orale. In più rinforzo muscolare isometrico. è sconsigliabile correre secondo il suo parere? Ed in più problemi del genere rientrano con la giusta terapia? potrò tornare ad una normale attività sportiva in palestra quale squat, leg press etc? Grazie mille

  9. Salve,ho 65 anni,sono un podista.Sono stato operato in artroscopia da circa un mese,per lesione al menisco mediale e danno alla cartilagine per usura.Avverto ancora dolore nonostante ho fatto 10 sedute di tecarterapia.Tra quando tempo posso ritornare a correre.

  10. Salve,
    sono una ragazza di 25 anni e un anno fa, a causa di un incidente sportivo, mi sono procurata una fissurazione nella porzione periferica vascolarizzata del menisco. Dopo sei mesi ho fatto un’altra risonanza e il medico mi ha ordinato di non dover correre e camminare troppo per non infiammare la parte e per far si che potesse guarire da solo senza operazione. Con la risonanza si poteva notare che c’era ancora un po’ di liquido. Ora sono iscritta in palestra e gli istruttori mi dicono che non devo assolutamente correre e mi fanno fare tutti gli esercizi di equilibrio e tonificazione. Il ginocchio mi fa ancora male quando cammino un po’, se faccio ginnastica, a volte sento un leggero bruciore o sento ogni tanto delle fitte di qualche secondo e poi passano.
    Mi chiedevo tra quanto tempo potrò ritornare a correre e se è il caso di fare altri esami per capire meglio.

    enisco

  11. nicola vermi // 19 marzo 2017 a 19:42 // Rispondi

    Fare una previsione sulla base di poche informazioni anamnestiche, on line , senza cartella clinica e indicazioni mediche sarebbe professionalmente scorretto. Bisogna valutare inoltre la lesione meniscale e la gravità della lesione cartilaginea, naturalmente confrontandosi con il parere del Medico Chirurgo che l’ha operata. Si può fare una stima generale dei tempi di recupero, ma nel caso specifico le consiglierei di contattare il medico specialista che l’ha operata perchè è compito suo dare una stima (in quanto ha visto realmente l’entità del danno). Altrimenti valutare una fisioterapia (sempre su indicazione medica) diversa o più prolungata nel tempo.

  12. nicola vermi // 20 marzo 2017 a 21:17 // Rispondi

    Signorina Stefania salve: ci sarebbero certamente delle terapie quali TECAR o laser ad alta potenza, oppure anche ultrasuoni o terapie come la Bemer che potrebbero stimolare il recupero (nel caso uno specialista riterrebbe idoneo l’approccio). Certo dopo un anno il tempo di recupero mi sembra tanto. Ovviamente lo specialista al quale si è rivolta le avrà dato delle indicazioni circa le tempistiche. Una ulteriore risonanza dopo 6 mesi (la terza) potrebbe dare un quadro del grado di recupero. Potrebbe sentire un parere ortopedico diverso per valutare se non vi siano a distanza di tanto tempo indicazioni fisioterapiche o mediche diverse oppure , ove il medico lo ritenesse indispensabile, anche un approccio chirurgico. Certo è che una lesione meniscale che ancora da probemi e dolori dopo un anno mi sembra una limitazione della qualità di vita quotidiana, soprattutto per una ragazza giovane che vuole fare sport.

  13. Salve,ho già scritto il 18 /03/2017.Siccome avevo ancora dolore al ginocchio operato,ho fatto una rmn di controllo,la quale ha evidenziato esiti di meniscectomia mediale parziale con visibilità di stria di lesione complessa in corrispondenza del residuo del corno posteriore.Lesione su base degenerativa del menisco laterale.Presenza di versamento intra articolare con borsite comunicante del semimembranoso-gastrocnemio.Sono stato dall’ortopedico mi ha detto che non mi avrebbe operato.Ho fatto due infiltrazione di acido ianul.Faccio un’ora di cycletta ellittica al giorno ,senza accusare niente,non appena voglio correre,che è la mia passione non riesco a fare nemmeno 300 metri e mi devo fermare per il dolore.Vorrei un suo parere sè con le terapie si può risolvere oppure mi dovrò di nuovo operare.Tenendo presente che voglio correre.Grazie

  14. Nicola vermi // 1 giugno 2017 a 18:25 // Rispondi

    Buongiorno. Mi contatti pure in privato telefonicamente. La situazione può presentare diverse variabili e approcci che sarebbero infiniti da elencare qui, Nicola Vermi 3470598497. Meglio se prima mi scrive su WhatsApp con i suoi riferimenti, così nel caso posso richiamarla appena riesco con calma. Grazie

  15. Buongiorno, sono 23 anni che ho il LCA totalmente lesionato ( lesione dovuta ad una caduta sugli sci ), adesso ho 39 anni ( 1,78 x 68 kg. ) sempre praticato ciclismo ( anche a livello agonistico ) e nuoto, fortunatamente senza mai avvertire dolori o cedimenti della gamba, da un anno circa ho iniziato ad inserire la corsa nei miei allenamenti ( tre uscite settimanali x 1o km circa ) a volte ho un leggero fastidio al ginocchio nella zona esterna si presenta solitamente dopo un paio di km poi magari sparisce e si ripresenta subito dopo l’allenamento. Dall’ultima risonanza di 4 anni fa i menischi e lo stato delle cartilagini di entrambe le ginocchia sembravano essere ancora in buono stato ( magari adesso no ). Anche se immagino senza una visita accurata sia impossibile ma avrei molto piacere ricevere anche un suo parere, mi consiglia l’intervento di ricostruzione del LCA per poter continuare a correre ? grazie mille

  16. nicola vermi // 8 giugno 2017 a 14:05 // Rispondi

    INNAZITUTTO avere un quadro odierno aggiornato e chiaro della situazione è indispensabile. Inoltre bisogna capire cosa intende per “leggero fastidio” : se il dolore impedisce l’attività sportiva è un conto , se è un leggero fastidio si può valutare di mantenere la situazione stabile e “accontentarsi” (si fa per dire) dell’attività fisica svolta o di procedere con adeguate terapie per risolvere il problema (se non direttamente dipendente da danno anatomico conclamato). Inoltre non è detto che il leggero fastidio che sente sia dovuto al crociato rotto: potrebbero esserci cause differenti. Certo un crociato rotto aumenta l’instabilità del ginocchio e aumenta il rischio di artrosi a lungo termine. Si può vivere senza crociato mantenedo un ottimo stato muscolare della coscia e della gamba. Non posso consigliare o meno un intervento chirurgico (non essendo Medico sconfinerei dalle mie competenze)e con così tante variabili da valutare posso solo consigliare di rivolgersi ad uno specialista: è infatti INDISPENSABILE il parere di un Medico Ortopedico, che valuti nel merito la situazione e le relative indicazioni cliniche, associate alle sue aspettative di qualità di vita sportiva.
    Distinti Saluti

    • Grazie Nicola ! sei stato gentilissimo !!
      A breve farò una nuova visita ortopedica perchè la voglia di correre è tanta e la mia paura è proprio quella di andare a peggiorare una situazione già compromessa in partenza. L’ultima visita che feci ricordo che l’ortopedico apprezzo’ il buon tono muscolare e fortunatamente anche la stabilità del ginocchio nonostante l’infortunio, mi consigliò comunque l’intervento appunto per scongiurare ulteriori danni. Invece da un altro ortopedico mi fu detto che se gli sport praticati sono esclusivamente nuoto, bici, e corsa, mantenendo un buon tono muscolare e non avendo problemi ai menischi secondo lui almeno al momento se non ho dolore si può anche evitare di intervenire, ovviamente niente sci e calcio.
      Chiaramente tendo sempre a sentire chi mi incoraggia a non intervenire, però secondo me il problema diventa anche psicologico nel compiere le azioni di tutti i giorni, insomma sono parecchio confuso !

  17. Alessandro Bussolati // 20 giugno 2017 a 10:33 // Rispondi

    Buongiorno,
    mi sono procurato la frattura del menisco mediale i primi giorni di aprile 17; ho 60 anni e corro da 25 anni. Mediamente percorro 2.500 / 3.000 km anno tra allenamenti e gare e negli ultimi 4 anni almeno 1.500 di questi km sono off road (trail). Sto facendo ginnastica specifica, nuoto, bike e massaggi per evitare l’artroscopia; sento ancora qualche doloro nella chiusura totale del ginocchio. Sto scalpitando per ritornare, anche se in modo blanldo, a correre; ho fatto alcune centinaia di metri anche ieri in salita ed è tutto ok (in discesa è esattamente il contrario ko) LE CHIEDO: posso iniziare a correre gradatamente anche solo in salita visto che, come detto, non sento dolore? Grazie

  18. nicola vermi // 20 giugno 2017 a 14:20 // Rispondi

    Buongiorno: certo, nel rispetto del dolore si può fare tutto , ma è discrezionale da parte del paziente, nessuno glielo può dire: se non ha male facendo un certo tipo di attività non ci sono problemi.
    Mantenersi allenati ed effettuando terapie specifiche per evitare l’artroscopia è cosa buona a patto che la qualità di vita sportiva sia garantita lo stesso. Il punto è che dietro una salita ci sarà una discesa prima o poi. E’ possibile che il dolore in discesa non passi mai in caso di lesione meniscale e che si debba procedere con l’intervento di pulizia (a discrezione del medico ortopedico si intende). RIPETO: CORRA MA NEL RISPETTO DEL SUO DOLORE. Se non ha male proceda pure, se deve stringere i denti e correre male , accentuando la situazione patologica del ginocchio o peggiorando quella posturale allora io mi deciderei a consultare un buon Ortopedico e prendere le giuste iniziative.
    Grazie per l’attenzione.

  19. Salve, nell’aprile 2015 durante una partita di calcetto ho subito un trauma al ginocchio sinistro. Successivamente ho eseguito due rmn a distanza di sei mesi l’una dall’altra ed entrambe hanno rilevato una lesione del corno posteriore del menisco laterale sx. Mi sono sottoposto a 4 visite specialistiche presso altrettanti ortopedici, due dottori hanno consigliato l’intervento chirurgico e gli altri due no. Preciso che dopo il trauma sono stato a riposo per circa due mesi dopodiché ho iniziato a correre (tre/quattro allenamenti a settimana percorrendo tra i 10 e 14 km ogni seduta); avverto solo dolore localizzato nella parte laterale del ginocchio sx ma non presenta gonfiore se non lieve dopo gli allenamenti. Distinti saluti.

  20. Buongiorno,
    ho 50 anni e mi sto preparando da qualche mese per correre un paio di maratone che ho in programma a fine ottobre e fine novembre. Quando il duro lavoro estivo stava cominciando a dare i primi risultati, una settimana fa, dopo un’oretta di banalissimi palleggi a pallavolo in un campetto in erba, ho lamentato un forte dolore al ginocchio destro. Immediata RM che evidenzia “meniscopatia degenerativa del corno posteriore del menisco mediale con rottura obliqua-radiale, e versamento articolare”.
    Sto trattando il dolore con medicinali antinfiammatori, ghiaccio e riposo, facendo una ginnastica mirata al recupero e sento già qualche miglioramento, ma il fastidio si sente ancora.
    Fermo restando che a fine mese andrò dallo specialista che mi ha già asportato il menisco mediale sinistro qualche anno fa, e valuterà il tutto sulla base di risonanza e visita medica, mi chiedo se secondo lei posso pensare ad un recupero totale in tempi così brevi, che mi permetta di correre le gare previste, valutando eventualmente l’intervento a posteriori.
    Grazie per l’attenzione.
    Cordiali saluti

  21. Buongiorno,
    cerco di riassumere in breve il mio caso: ho 47 anni, pratico podismo a livello amatoriale con allenamenti di 4-5 volte settimanali piu gara domenicale su percorsi misti. L’anno scorso, mentre rimanevo chinato a lungo per raccogliere castagne, ho rotto il menisco mediale (le avvisaglie però erano cominciate qualche mese prima). Il 9 marzo sono stato operato in artroscopia per rimozione menisco mediale, lesione a manico di secchio, è stata asportata una buona parte di menisco ma non tutto. L’intervento è andato bene, ho iniziato la riabilitazione con i classici esercizi, dopo 40-50 giorni ho ripreso a correre ma credo di aver esagerato e dopo la 4^ 5^ uscita ho dovuto interrompere. Ho quindi iniziato ad allenarmi con la bici da corsa, quasi nessun dolore e 3-4 mesi di ottimi risultati in termini di allenamento.
    Da settimana scorsa ho riprovato con la corsa, due volte 40,50 minuti e l’ultiva volta circa 12 km in un’oretta. Il problema è che ho ricominciato a sentire qualche dolore, anche se non forte, magari non durante la corsa ma in alcuni momenti della giornata o della notte. L’ultima uscita di corsa l’ho fatta correndo anche intorno ai 5 – 5’20 al km in quanto con la bicicletta son rimasto abbastanza allenato.
    A questo punto non so che fare, vorrei riprendere a correre ma forse peggioro le cose, dovrei forse provare a correre molto piu lentamente? Chi ha avuto una esperienza simile alla mia? Ad oggi son passati sei mesi dall’operazione.
    Grazie mille.

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