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Lesione dei legamenti collaterali… maledetto ginocchio!

nicola vermiProcediamo con il felice excursus delle lesioni al ginocchio e relativi dolori. Oggi parleremo delle lesione dei legamenti collaterali del ginocchio.
Procediamo con l’anatomia.
I legamenti collaterali e mediali servono a stabilizzare il ginocchio sul piano trasversale quando il ginocchio è in estensione, unitamente ovviamente al supporto muscolare.
Lateralmente troviamo l’ L.C.L. (legamento collaterale laterale) che origina dal condilo femorale esterno e si inserisce sulla testa del perone (o fibula). Medialmente troviamo l’ L.C.M. (legamento collaterale mediale) che origina dal condilo femorale interno e si inserisce sotto il piatto tibiale.
Fin qui abbastanza intuitivo capire la loro azione stabilizzatrice del ginocchio. Ma funzionalmente è interessante capire che i due legamenti entrano in tensione a ginocchio esteso mentre si detengono a ginocchio flesso. Ecco perché la maggior parte delle lesioni avvengono a ginocchio esteso dove i legamenti esplicano al massimo la loro attività stabilizzatrice.

lesione ginocchio
Inoltre il ginocchio completamente esteso attivamente è completamente stabilizzato da legamenti e muscoli e non ha gradi di movimento accessori come quando è flesso (intra ed extra rotazione).
Vi faccio notare che spesso nei maschi il legamento collaterale laterale è più sottoposto a carico dato che, in percentuale maggiore, le ginocchia dei maschi tendono ad essere vare, mentre nelle femmine il valgismo è predominante (gambe a X) e quindi il collaterale interno è sovraccaricato.
Ovvio quindi che anche in assenza di traumi è possibile, durante l’allenamento sportivo, che le due categorie possano avere più problemi ai suddetti legamenti dovuti per lo più alla loro conformazione anatomico/strutturale.

ginocchio vago
Per quanto riguarda le lesioni del LCM che avvengono di solito per cadute nei runners, con il piede “agganciato” al terreno o dovuto a storte importanti della caviglia o distorsioni pure del ginocchio.  In altri sport avvengono notoriamente per contatto.
Vengono catalogate in tre diversi gradi.

1° grado: lesione parziale con implicazione di poche fibre dovuto a trauma lieve, dolore moderato, infiammazione ma non instabilità di ginocchio.

2° grado: il trauma moderato dà luogo a lieve instabilità e forte dolore.

3° grado: avviene quando si ha l’interruzione completa delle fibre del legamento con distacco completo, instabilità completa e forte dolore.
distorsioni ginocchio
Il dolore maggiore compare durante l’estensione del ginocchio.
Molti pazienti in caso di lesione di primo grado o “meno” avvertono dolore tipicamente mediale del ginocchio soprattutto “a freddo” la mattina, nell’atto di alzarsi perché, come è noto, l’infiammazione produce rigidità delle strutture capsulo-legamentose. Il ginocchio stando in posizione antalgica di riposo semi-flessa durante la notte si abitua alla condizione statica e raddrizzarlo alla mattina è dura. Poi una volta “attivato” il dolore mediale si riduce ma si ripresenta al primo periodo di inattività prolungato (esempio seduto in ufficio per qualche ora).

Per quel che riguarda le lesioni di primo o secondo grado si opta di solito per un tutore (soprattutto per lesioni da secondo grado o secondo grado +) con blocco in flessione degli ultimi 30 gradi per 20 / 30 giorni in scarico con stampelle. La mancata estensione completa del ginocchio concorre a mantenere in de-tensione i legamenti collaterali che avranno tempo e maggiori probabilità di cicatrizzare, riaccorciarsi e dare una stabilità residua maggiore al ginocchio. Ovviamente terapie anti-infiammatorie di stimolazione biologica dei tessuti (Tecar e Laser ) e recupero muscolare con elettrostimolatore vanno approntate quanto prima per facilitare la risoluzione patologica.
Nel caso della lesione completa la ricostruzione chirurgica è indicata solo in rari casi. Ad oggi si tende a non intervenire se non per particolari esigenze sportive. Si sopperisce alla mancanza del legamento con potenziamento muscolare massiccio e mantenimento del tono – trofismo.
Sebbene io non ami parlare di “protocolli” in quanto, ogni paziente reagisce in maniera unica ad una particolare patologia, nel particolare momento storico, in caso di lesione fino al secondo grado il programma riabilitativo potrebbe essere questo.

lesione legamenti ginocchio
Riduzione sintomatologia dolorosa e infiammatoria con terapie adeguate
Inserimento di un tutore che protegga momentaneamente il legamento per 20 – 30 giorni
Dismissione tutore e inizio recupero range articolare .
Potenziamento in isometrica
Potenziamento in carico propriocettivo catena cinetica chiusa.
Recupero del gesto atletico specifico progressivo.
Ovviamente ogni caso va valutato indipendentemente dato l’unicità di ogni atleta del “suo” sport e del tipo di trauma o problema riportato.

Grazie per la Vostra attenzione, sempre a disposizione.

Dr Fisiorun, Nicola Vermi

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