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L’alimentazione per aiutare i nostri organi; il cuore:

terapia bionutrizionale

Iniziamo oggi un percorso che ci porterà a capire meglio come l’alimentazione può contribuire a tenere in forma i nostri organi:

Da alcuni decenni la scienza sta affrontando lo studio dell’alimentazione in maniera sempre più profonda. Il proliferare di tanti studi scientifici applicati alla nutrizione  ci sta offrendo un’immagine sempre più ampia delle capacità terapeutiche dei singoli alimenti e quindi dell’importanza dell’alimentazione sull’equilibrio dello stato di salute o malattia. Tutte queste ricerche ci offrono un quadro molto più ampio dell’alimentazione, la quale non è più vista in termini esclusivamente quantitativi, con la misurazione dei maggiori nutrienti o delle calorie, che devono soddisfare le nostre esigenze energetiche, ma con la capacità di influire su tutto il metabolismo e quindi sulle cause stesse di malattia. L’incremento delle conoscenze nelle varie branche della medicina, della biochimica ci stanno offrendo una nuova immagine del cibo. A seguito di un tale fermento di ricerche sulle possibilità terapeutiche degli alimenti , sono sorte molteplici branche che studiano l’intervento dell’alimento sul mantenimento o recupero della salute.  La TNB (terapia bionutrizionale) è un metodo terapeutico che consiste nell’utilizzare gli alimenti per fini terapeutici come fossero medicinali, tenendo conto dell’apporto biochimico e dei principi attivi in essi contenuti, dei cofattori che ne permettono l’utilizzo, dell’interazione nella combinazione degli alimenti stessi nell’ambito dello stesso pasto ed infine dell’azione diretta dell’alimento sui singoli organi ed apparati del corpo.
cuore-atletaE quindi mia intenzione dare qualche suggerimento di tipo  alimentare andando a vedere organo per organo quali sono i cibi che possono aiutare e quali possono metterlo in difficolta. Cominciamo dal Cuore tanto caro a noi Runners e non solo. Il muscolo cardiaco più di tutti gli altri muscoli del corpo necessita di zucchero per funzionare al meglio, in secondo luogo c’è l’equilibrio elettrolitico che viene gestito da un altro organo il rene ma che se no ben gestito può determinare  squilibri di funzionamento a carico del cuore. Per un buon  controllo dell’equilibrio glicemico non è però sufficiente considerare esclusivamente l’indice glicemico di un pasto. Un’attenzione preliminare va posta prima di tutto al problema dello zucchero bianco che è sempre controindicato, soprattutto quando si voglia tutelare l’equilibrio glicemico. Ma anche gli altri zuccheri semplici (contenuti come additivi nei prodotti alimentari industriali o nelle bibite industriali) possono portare sbalzi della glicemia e a lungo andare indurre problemi ad altri organi come il pancreas che viene costretto a produrre più insulina. Tra i cibi che aiutano a tenere sotto controllo la glicemia  vi è la frutta secca (anacardi, arachidi, mandorle, noci, noci brasiliane, ecc.). Consumata come spuntino , riduce significativamente il picco glicemico perché rallentano la digestione e quindi allungano i tempi di assorbimento del glucosio; se presa a merenda  limitano il danno ossidativo indotto dal pasto. In uno studio è stato dimostrato che una dieta  mediterranea  arricchita con noci o olio extravergine di  oliva, hanno portato  ad una riduzione significativa della pressione arteriosa, della glicemia a digiuno e dei marker di infiammazione rispetto ad una dieta a basso contenuto di grassi. Studi epidemiologici indicano che il consumo di noci 5 volte a settimana riduce il rischio di coronaropatia del 20% e del diabete del 50%. La salute del Cuore dipende molto anche dalla quantità e qualità dei grassi che vengono assunti con la dieta. È molto importante moderare l’assunzione di acidi grassi saturi provenienti principalmente dalla carne e derivati (moderare non eliminare del tutto) e dai latticini e derivati come burro e formaggi, e di acidi grassi trans che si originano dal trattamento industriale dei grassi vegetali (es. olio di palma industriale). L’abuso di questi alimenti porta ad un aumento di colesterolo cattivo (LDL) nel sangue. Bisogna ricordare che il colesterolo crea problemi quando subisce un reazione biochimica che lo porta ad ossidarsi  o quando entra a far parte di molecole lipidiche come LDL che tende a depositarsi sulle pareti dei vasi sanguigni e alla lunga ad ostruirle. In questi ultimi anni sempre più ricerche hanno evidenziato che un altro fattore di rischio cardio vascolare da tenere sotto controllo è l’omocisteina.  Questo amminoacido se si accumula nel torrente circolatorio provoca lesioni sulle pareti dei vasi che portano all’infiammazione delle pareti dei vasi e successiva formazione trombi arteriosclerotici.
Gli alti livelli di omocisteina si riducono grazie ad un maggior apporto di tre vitamine : B9, B12 e B6 ( folati).
frutta-verduraQuali sono gli alimenti nello specifico con una buona dose di  queste Vitamine?
Al primo posto ci sono sicuramente la verdura, la frutta, il legumi e i cereali integrali. Mentre per gli alimenti di origine animale la fa da padrone il fegato e le frattaglie che hanno un contenuto di folati di circa 500mg in 100g. E’ quindi di fondamentale importanza evitare qualunque eccesso calorico (il sovrappeso e l’obesità costituiscono un fattore di rischio per le malattie cardiache) e seguire una dieta varia assumendo più fibre vegetali  attraverso cereali integrali, a cui affiancare proteine di pesce, carni bianche e legumi limitando a 1 massimo 2  volte le proteine provenienti dalla carne rossa.

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