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Il Soleo, muscolo sconosciuto ma fondamentale per la corsa

Goooooood Morniiing RUNNERS!

nicola vermiVi siete svegliati presto stamattina all’alba per correre? O avete tardato nella buia e gelida notte per temprarvi in un allenamento sotto zero? Quel che è certo è che in un caso o nell’altro, a parte l’affaticamento muscolare opportuno, vi siete probabilmente svegliati con quella sensazione classica di dolore e “irrigidimento anelastico” nella loggia posteriore della gamba.
Certo, avete SICURAMENTE ridotto i rischi di tale situazione dopo che AVETE LETTO il mio precedente articolo sull’appoggio plantare e CERTAMENTE avete approntato i giusti esercizi di allungamento e defaticamento pre-post attività, ma di questi tempi altri fattori potrebbero aver contribuito.

Facciamo un passo indietro e analizziamo assieme i dovuti concetti anatomici e funzionali: parliamo di Gastrocnemio (polpaccio) e Soleo. Dalla seguente immagine vediamo il gastrocnemio e il soleo con le loro origini ed inserzioni.
muscolo soleoDovete sapere che quasi tutti i muscoli del nostro corpo sono BI-ARTICOLARI. Questo vuol dire che non esplicano una sola funzione: per esempio il Quadricipite estende il ginocchio ma ha anche una componente di flessione dell’anca, il Bicipite Brachiale flette il gomito ma ha una componente di flessione del braccio e addirittura di supinazione dell’avambraccio e così via.
Anche il Gastrocnemio non fa eccezione in quanto la sua funzione principale è la flessione plantare della caviglia (ovvero ci permette di metterci sulle punte), ma anche aiuta nella flessione del ginocchio. Fa da sé allora che se allungate e strecciate un muscolo bi-articolare dovete porre attenzione alla vostra posizione.
Mi spiego meglio:
allungamento del polpaccioSvegliati alla mattina dopo la fredda serata di allenamento sentite il famoso irrigidimento e allora fate la cosa più istintiva e allungate il polpaccio : giusto!  E lo fate con il ginocchio esteso perché mettete in tensione sia la parte del ginocchio sia quella della caviglia eliminando i compensi (ovvero nei polpacci più contratti una flessione dorsale di caviglia tenderà a far flettere il ginocchio, cosa che per un buono stretching non deve accadere per il Gastrocnemio).
Fino a qui tutto bene, poi però vi accorgete che nonostante l’impegno vi rimane quella sensazione strana di fastidio nonostante lo stretching: perché?  Semplice, avete allungato bene il polpaccio ma solo parzialmente il Soleo che, essendo invece uno dei pochi muscoli MONO-ARTICOLARI del corpo , non viene allungato completamente perché “protetto” dal polpaccio.
allungamento del soleoAllora che facciamo? Semplice, procediamo ad ulteriore allungamento ma stavolta dando spazio al Soleo flettendo il ginocchio invece di tenerlo esteso permettendo una detensione del Gastrocnemio. In questo modo lo stretching interesserà prevalentemente il Soleo.
Perché è importante questa analisi anche se potrebbe essere banale ai più consumati runners? Perché i due muscoli in questione hanno una forza elevatissima e un accorciamento ridotto, caratteristiche per le quali è facile che rimangano contratti o sofferenti nei corridori (oltre che in altri sport) e soprattutto in situazioni climatiche rigide, possono essere maggiormente soggetti a traumi.
Nelle corse in salita, in montagna e in atletica leggera sono ovviamente più sollecitati dato che l’appoggio in punta del piede è prevalente rispetto alla corsa su strada, ma anche i runners in piano devono, soprattutto su terreni ghiacciati e scivolosi, fare molta attenzione.
Immaginate di correre tranquillamente facendo il vostro allenamento in piano, stancando bene i vostri muscoli e verso la fine, quando la stanchezza si fa sentire e il muscolo è affaticato e rigido, dover sostenere una contrazione esplosiva perché stavate per  scivolare  sul ghiaccio e il Gastrocnemio e il Soleo entravano esplosivamente in azione come riflesso paracadute. Oppure ben consci del fatto che dovete stare attenti per le condizioni del terreno, rimanete con uno stato vigile di attenzione sull’appoggio ad ogni passo dando un grado in più di rigidità ai muscoli che moltiplicherà l’affaticamento. Se siete fortunati non succederà niente, se lo siete meno bè…  Vi aspetto in studio!!!!!!

E con questa non volontaria, velata gufata il vostro Dr.FISIORUN vi dà appuntamento al prossimo articolo.

11 Commenti su Il Soleo, muscolo sconosciuto ma fondamentale per la corsa

  1. Bell’articolo. Mortacci al polpaccio sempre contratto

  2. Articolo molto interessante, complimenti sarei lieto di approfondire il discorso

  3. Grande spiegazione , sarei
    Lieto di approfondire il discorso, complimenti

  4. NICOLA VERMI // 12 dicembre 2016 a 12:36 // Rispondi

    Gentilissimo , grazie a Lei per l’attenzione.

  5. molto utile, grazie

  6. Articolo interessante.da alcuni mesi soffro di continue contratture ai polpacci sia dx che sx. Sono un runner che fa corse in montagna.il tutto è partito con una contrattura a fine agosto.ho fatto anche un doppler venoso ed arterioso ma tutto è risultato nella norma.
    Cosa mi consiglia di fare ? Cell 3491069865
    Grazie

  7. Grande articolo, soprattutto spiegato bene. Una domanda e via l ultimo mio dubbio. È possibile che facendo ciclismo e Running le mie ginocchia vare lo fanno infiammare proprio sotto la testa del perone?grazie

  8. NICOLA VERMI // 4 gennaio 2017 a 13:01 // Rispondi

    Gentile Roberto, il fatto che le contratture siano bilaterali, mi fa pensare ad un paio di cause quali scarpe non adatte oppure più probabilmente ad un continuo sovraccarico dovuto all’infortunio del polpaccio, che ha creato una serie di eventi a catena destabilizzando la postura. Io propenderei per un approccio di tipo globale dal punto di vista delle catene muscolari, un approccio posturale. Può essere che il suo corpo abbia “compensato” posture inadeguate fino a quando ha potuto , poi , con questo ultimo trauma, sia arrivato al limite e non riesca più a compensare dando continui dolori.Se vuole contattarmi per una visita le lascio il mio cellulare che è comunque presente nel sito . cell: 3470598497

  9. NICOLA VERMI // 4 gennaio 2017 a 13:09 // Rispondi

    Gentile Andrea grazie per il commento positivo. Si è possibile. A Maggior ragione per chi fa più sport di un certo livello e sovraccarica o allena il corpo a stimoli molto diversi tra loro, ll corpo stesso fa fatica a “standardizzare” un equilibrio, se così possiamo dire. Proprio per questo alcuni atleti che seguono discipline diverse, rispetto ai professionisti di un unico settore, necessitano anche di essere seguiti in maniera più specifica perchè avranno sintomatologie diverse, varie e variabili nel tempo. Nel suo caso come in TUTTI i pazienti va ricercata la vera causa di tale squilibrio che scatena il dolore alla testa del perone. Potrebbe essere di natura posturale e più globale che non settoriale localizzato, creando tensioni muscolari e articolari che a loro volta provocano dolore e infiammazioni. Nella speranza di essere stato chiaro e utile porgo Distinti Saluti.

  10. NICOLA VERMI // 4 gennaio 2017 a 13:13 // Rispondi

    Un saluto ed un augurio di buon 2017 per tutti gli sportivi, lettori e appassionati che ci seguono: grandi e piccole imprese sportive ci aspettano!!!

  11. Interessante! Il mio fisioterapista mi ha allungato stasera il soleo…manco sapevo esistesse! Ho una dismetria agli arti poiché il femore sx 20 anni fa ha subito 2 osteotomie in seguito a trauma motociclistico. .. gamba rimasta più corta! Co corro sopra…ci scio. ..ovvio che il corpo sta compensando, ma con alcune contratture varie (anche le zone dorsali bassi) e ogni tanto. ..giro dal fisioterapista! Ma l’allungamento del sole…su uno scalino quindi? Grazie

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