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Dolomites Skyrace ovvero lo Skyrunning di una volta

logo dolomitesPer molti versi, scrivere in un blog come il nostro, di una gara un paio di giorni dopo la sua conclusione, è la cosa più semplice del mondo. Non si rischia nulla o quasi nulla 😉 e si può approfittare dell’enorme eco di internet per esprimere al mondo il nostro giudizio. Le recensioni negative sono una calamita di visite e letture e sono davvero divertenti da scrivere perché, come insegnano i telegiornali, “il negativo” tira molto di più del “positivo”.

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Salita alla Forcella Pordoi

La realtà è però che nel marasma delle gare presenti al giorno d’oggi, anche il mediocre riesce a ritagliarsi quella notorietà e pubblicità che una volta era riservata solo alle manifestazione di altissimo livello rischiando quindi di pareggiare i livelli delle gare presenti sul territorio. Ci sono però occasioni in cui difendere l’èlite delle gare di Skyrunning e i cambiamenti che lo staff propone, può diventare difficile perché ci si scontra con persone che giudicano il risultato finale solo dai piccoli intoppi che una gara come la Dolomites Skyrace, con più di 1.100 partecipanti non è esente da avere. Sabato però, noi di Non Solo Trail ci siamo imbattuti in qualcosa di nuovo, qualcosa che, nella nostra seppur breve storia di gare e competizioni, non abbiamo mai trovato in altre gare di livello mondiale: una organizzazione straordinaria dettata da uno staff che oltre alla professionalità di tutte le precedenti 19 edizioni, ha messo ancora più passione, e voglia di stupire trasformando il percorso in qualcosa di emozionante. Affermare che la Dolomites Skyrace del ventennale, sia stata una gara storica, è a dir poco riduttivo; Diego, Sergio, Gianpaolo, Ivano, Giorgio e Paola, insieme a tutti i 220 volontari di questa edizione hanno trasmesso passione, entusiasmo e “voglia di fare Skyrunning vero” come in poche altre occasioni ho avuto modo di vedere.

staff Dolomites skyrace

Lo Staff della Dolomites Skyrace

Quest’anno il cambio di percorso è stato dedicato al ricordo di Diego Perathoner, sempre a fianco degli organizzatori fino alla sua scomparsa, con la salita al Col dei Rossi che ha espresso tutta la commozione di un ricordo mai annebbiato in un tratto dalla pendenza epica che ha messo a dura prova anche le gambe dei migliori.

l'alba del giorno della gara

L’alba del giorno della gara

La salita alla Forcella Pordoi affascina ogni volta più della precedente e il transito fino al Rifugio Boè regala sempre la fortuna di poter provare a correre in un percorso dal panorama lunare; la discesa finale da fare a tutta birra nella Val Lasties ha infine chiuso un percorso culminato con l’arrivo nella affollatissima piazza di Canazei che tira fuori dall’anima le più profonde delle emozioni, quelle del cuore!

Grazie ragazzi, grazie a tutti quelli che riescono a trasformare una tappa delle Skyrunning world series in qualcosa di cui non essere mai sazi.

Grazie Dolomites Skyrace e… all’anno prossimo

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