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GIUSY VERSACE

Da questa settimana parte una nuova rubrica “Diversamente abili, ugualmente campioni”, dedicata a uomini e donne a cui il destino ha voluto fare un dispetto. I protagonisti sono persone nate con difetti fisici o uomini che hanno subito amputazioni a causa di un incidente. Da quel momento verranno etichettati come “diversamente abili” ma nella nostra rubrica vorremmo mettere in primo piano il loro coraggio, la forza di volontà, l’impegno e la passione che hanno dimostrato, e dimostrano ogni giorno, per vincere questa “differenza”. Per tutti loro lo sport è diventato una valvola di sfogo, gara dopo gara nuove sfide da superare, obiettivi personali da raggiungere. Un plauso a tutti questi sportivi  che ci insegnano con estrema umiltà come sia possibile arrivare ovunque grazie all’amore che mettono nelle loro imprese.

… Essere campioni significa soprattutto riuscire a realizzare ciò che si desidera attraverso un processo irto di difficoltà …

GIUSY VERSACE

Iniziamo questa carrellata di “campioni” con un personaggio che negli ultimi anni ha acquisito una certa notorietà : Giuseppina Versace. Giusy nasce il 20 maggio 1977 a Reggio Calabria da Alfredo Versace, cugino dei famosi Donatella e Gianni. Nonostante questo cognome importante non ha mai lavorato per l’azienda di famiglia. Terminato il Liceo Linguistico Giusy si trasferisce a Londra e riesce a mantenersi da sola occupando diverse mansioni quali commessa, cassiera e baby-sitter.

GIUSY VERSACE

GIUSY VERSACE

A 22 anni rientra in Italia, e precisamente a Milano per cercare nuove opportunità di lavoro. Nell’arco di poco tempo diventa una figura importante nell’ambito commerciale seguendo le catene di negozi in franchising. A soli 26 anni è una ragazza affermata, circondata da molti amici, bellissima e fidanzata. E’ il 22 agosto 2005 quando Giusy, a bordo di un’autovettura noleggiata, perde il controllo della stessa a causa di un terribile ed imprevisto acquazzone. L’autostrada Salerno-Reggio Calabria è lo scenario di questo raccapricciante incidente che vede il guard-rail aprirsi e sfondare l’abitacolo, tranciandole entrambi gli arti inferiori all’altezza del ginocchio. Giusy non si arrende, vuole superare questa sfida che la vita le ha imposto. Deve trovare la forza, anche grazie alla preghiera, per accettarsi e farsi accettare dagli altri….. ma sopratutto vuole ritrovare la sua femminilità e sentirsi nuovamente donna. Nel 2007 grazie alla sua determinazione e caparbietà torna a guidare e nel 2010, con un paio di protesi in fibra di carbonio inizia a correre. Toccante una sua intervista nella quale racconta di aver pianto dal dolore alla prima camminata, ma di aver pianto dalla gioia al traguardo della prima corsa. Giusy è tesserata con l’Atletica Vigevano per la FIDAL e corre con la società “Handy Sport” di Ragusa. Grazie al suo altruismo nel 2011 fonda e diventa presidente della onlus “Disabili no limits”, un’associazione che raccoglie fondi per donare ausili a persone disabili in difficoltà economiche.GIUSY VERSACE

Ai campionati di Torino nel 2012 corre i 100 m. in 15″50. Migliora nel 2014 quando raggiunge i 14″44. Il suo record dei 200 metri è di 28″85. Inoltre detiene il record italiano sui 60 m. indoor della sua categoria con 9″67. Nel 2013 scrive il suo primo libro autobiografico “Con la testa e con il cuore si va ovunque“, edito Mondadori. Nel 2014 partecipa (e vince con Raimondo Todaro) alla decima edizione di “Ballando con le stelle”.

Giusy VersaceSplendida, sempre raggiante e sorridente diventa amatissima da tutti, un simbolo di coraggio che riesce a sdrammatizzare parlando delle sue “gambette”. Nello stesso anno diventa ambasciatrice della campagna internazionale di promozione dell’integrità sportiva tra i giovani “Save the Dream”.

Dall’agosto 2015 conduce su Rai 2 “La domenica sportiva”.  Da tutto lo staff di Infinity Run un “grazie” a questa meravigliosa atleta che ci insegna ad affrontare le difficoltà della vita con un sorriso.

 

 

 

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1 Commento su GIUSY VERSACE

  1. Bellissime storie di gente che supera qualsiasi barriera ed ostacolo, ma come mai nessuno parla di tantissimi diversamente abili di serie B (invalidi civili) che devono pagarsi di tasca loro protesi tecnologiche o ausili per fare sport????? che prendono una pensione di merda di 250 euro che gli viene tolta se superano 16.000 euro lordi l’anno????? Chi come me vuole fare sport e non ha le possibilità o non ha il culo di essere un Inail cosa fa?????

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