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BEATRICE VIO

Se la forza delle ragazze avesse un nome si chiamerebbe “Bebe”.

Beatrice Vio, nata a Venezia il 04/03/1997 è una schermitrice italiana, campionessa individuale di fioretto paralimpico.

Beatrice Vio

Impossibile non menzionarla nella mia rubrica, ed impossibile non dedicarle l’ultimo appuntamento 2015 in “diversamente abili, ugualmente campioni”.

Beatrice è una ragazza come tante, almeno fino all’età di 11 anni: socievole, vivace e sportiva. Amante  di disegno, pittura, Scout, scuola e scherma (tira di fioretto dall’età di 6 anni) Bebe è davvero una bambina fortunata, con una famiglia molto unita alla quale è legatissima: papà Ruggero, mamma Teresa, il fratello Nicolò e la sorella minore Maria Sole.

A fine 2008 viene improvvisamente colpita da una meningite fulminante che le causa un’infezione fortissima con annessa necrosi ad avambracci e gambe. Non c’è tempo da perdere: per salvarle la vita a Beatrice vengono amputati gli arti superiori ed inferiori (sotto le ginocchia)…

Dopo un lungo ricovero Bebe ricomincia la scuola e la vita da adolescente, circondata dai tantissimi amici che l’hanno sempre sostenuta.

Nel 2009, profondamente colpiti dall’accaduto, i genitori di Beatrice fondano art4sport, ONLUS di sostegno all’integrazione sociale, tramite la pratica sportiva, di ragazzi che abbiano dovuto subire amputazioni.

beatrice vio

Bebe vuole nuovamente tirare di scherma e non concede all’invalidità di proibirle la pratica di questo sport, che per lei è anche divertimento. Alcuni tecnici riescono dunque a progettare e realizzare una protesi speciale per sostenere il fioretto.

Nel maggio 2010 Bebe disputa la sua prima gara ufficiale e l’anno successivo diventa campionessa italiana under 20.

Nel 2012 e nel 2013 suo il titolo di campionessa italiana assoluta. Alle Paralimpiadi di Londra 2012 è tedofora.

Nel giugno 2014 si aggiudica il titolo europeo assoluto paralimpico nel fioretto (categoria B) individuale e a squadre durante i campionati continentali di Strasburgo.

Nel settembre dello stesso anno a Varsavia (Polonia) conquista il titolo mondiale Under 17. Ad ottobre 2014 il comitato Italiano Paralimpico le conferisce l’Italian Paralympic Award, premio riservato ai migliori atleti.

beatrice vio

Il 19 settembre 2015 viene proclamata campionessa mondiale del fioretto individuale nel corso dei campionati di scherma tenutisi ad Eger, in Ungheria, superando la padrona di casa Gyongyi Dani, sconfiggendola nettamente per 15 a 4. Non dimentichiamo poi l’oro a Parigi e a Sharjah (Emirati Arabi). L’anno 2015 si chiude dunque in bellezza con ben 7 medaglie d’oro conquistate…un’annata straordinaria ed indimenticabile.

Beatrice è stata Ambassador dell’Expo 2015.

Il 23 aprile 2015 è uscito nelle librerie il suo libro “Mi hanno regalato un sogno”, editore Rizzoli, dove Bebe racconta la sua vita, le sue gare, le vacanze, gli incontri motivazionali che tiene nelle scuole. Prefazione scritta dal famoso cantautore Jovanotti.

Cosa rende Bebe così speciale?

Basta sentirla in radio (dove spesso è ospite) per rendersi conto della sua esuberanza, della sua felicità, del suo ottimismo.

Una ragazza piena di vita, un grande esempio per chi si abbatte quando incontra delle difficoltà.

Un fiume in piena che ti travolge con la sua allegria …

Della meningite parla poco, confessa di averla avuta e di essersi salvata ma non le piace soffermarsi sull’amputazione degli arti. E anche sui 104 giorni passati in ospedale preferisce sorvolare.

Lei vuole solo dire al mondo che sta benissimo così, anche con le mani da Robocop e le cicatrici sul viso che non vuole nascondere con il fondotinta. Parla dello sport che l’ha salvata, delle amiche con cui esce a divertirsi, dei fratelli che adora. Dice a tutti che frequenta una scuola che le piace da pazzi e che ha davanti a se ha bellissimi obiettivi da raggiungere, primo fra tutti Rio 2016.

beatrice-vio

“No, non la vorrei una vita diversa”

“Perché quella che ho è davvero una figata”.

… e davanti a queste affermazioni cosa potremmo aggiungere? Infinity Run resta senza parole, e credetemi, non succede quasi mai !

 

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